Che cosa significa ESG?
ESG indica i fattori ambientali (Environmental), sociali (Social) e di governance che un’organizzazione considera nella gestione dei propri impatti, rischi e opportunità.
Da centro di costo a driver strategico. Strutturiamo il percorso ESG per rispondere a banche, clienti e normative europee.
Con l'introduzione della CSRD (Corporate Sustainability Reporting Directive), la sostenibilità è diventata materia di compliance obbligatoria per molte aziende, e un requisito di mercato imprescindibile per la catena di fornitura.
Il nostro obiettivo è rendere chiari i framework normativi europei (ESRS, Tassonomia, CSDDD) e costruire piani d'azione proporzionati alla realtà aziendale.
Carbon Footprint (Scope 1, 2, 3), economia circolare, gestione dei rifiuti e risorse idriche. Strategie di decarbonizzazione misurabili.
Sicurezza sul lavoro (il nostro core), parità di genere, welfare aziendale e impatto sulle comunità locali. Diritti umani lungo la supply chain.
Modelli di organizzazione D.Lgs. 231/01, etica aziendale, policy di sostenibilità e integrazione dei criteri ESG nel risk management.
Il punto di partenza obbligato dagli standard ESRS: identificare gli impatti dell'azienda sull'ambiente e la società, e i rischi/opportunità finanziarie derivanti dai fattori ESG.
Redazione del Report di Sostenibilità conforme ai principi europei o ai framework internazionali (GRI), pronto per l'assurance di terza parte.
Compilazione di questionari ESG (Ecovadis, CDP, piattaforme clienti) per mantenere lo status di fornitore qualificato presso le grandi capofiliera.
Definizione di KPI, obiettivi e progetti per migliorare le performance di sostenibilità nel tempo, evitando il greenwashing.
ESG indica i fattori ambientali (Environmental), sociali (Social) e di governance che un’organizzazione considera nella gestione dei propri impatti, rischi e opportunità.
No. L’obbligo dipende dal perimetro normativo vigente e dalle caratteristiche dell’impresa o del gruppo. Scadenze e criteri possono cambiare: vanno verificati sulle fonti ufficiali.
La CSRD è la direttiva europea sulla rendicontazione di sostenibilità; gli ESRS sono gli standard europei che definiscono i contenuti da rendicontare per i soggetti interessati.
Valuta sia gli impatti dell’impresa su persone e ambiente sia gli effetti dei temi di sostenibilità sulla situazione e sulle prospettive finanziarie dell’impresa.
Sì. Clienti, banche o capofiliera possono chiedere informazioni ai fornitori. Le richieste e il livello di dettaglio variano e vanno rapportati al contesto aziendale.
Si parte dai temi rilevanti e dai dati già disponibili, come consumi, salute e sicurezza, persone, filiera e governance. Perimetro e indicatori dipendono dagli obiettivi e dagli obblighi applicabili.
Aiuta a mappare pratiche, rischi, dati e possibili aree di miglioramento. Non equivale automaticamente a una certificazione o a una dichiarazione di conformità.
Usando dati tracciabili, obiettivi misurabili e dichiarazioni coerenti con le evidenze. Le affermazioni ambientali devono essere valutate con attenzione e secondo le regole applicabili.
Può richiederli quando i temi di filiera sono rilevanti per l’impresa o per le richieste ricevute. Dati, confini e modalità di raccolta vanno definiti caso per caso.
Chiarire obiettivi e perimetro, individuare i temi prioritari e verificare qualità e disponibilità dei dati. Da lì si possono definire responsabilità, indicatori e azioni realistiche.
Le tempistiche dettate dall'Europa richiedono di iniziare a raccogliere i dati da subito. Non farti trovare impreparato.
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