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Sostenibilità ESG 9 min di lettura

CSRD dopo l’Omnibus: le PMI non sono obbligate, ma i clienti chiedono dati ESG

La direttiva Omnibus I restringe il perimetro CSRD. Per le PMI di filiera restano le richieste dei clienti: lo standard VSME offre un riferimento volontario e proporzionato.

Non essere soggetti alla CSRD non significa che i dati di sostenibilità scompaiano dalle relazioni commerciali. Molte grandi imprese continuano a raccoglierli lungo la filiera; la differenza è tra obbligo diretto di rendicontazione e richiesta contrattuale o informativa del cliente.

Che cosa cambia con la direttiva Omnibus I

La direttiva (UE) 2026/470, in vigore dal 18 marzo 2026, ha ristretto il campo della rendicontazione CSRD. Il nuovo perimetro europeo riguarda le imprese che superano entrambe le soglie: più di 1.000 dipendenti medi e oltre 450 milioni di euro di fatturato netto annuo.

La direttiva deve essere recepita dagli Stati membri entro il 19 marzo 2027. Per le imprese italiane è quindi importante distinguere la regola europea approvata dal quadro nazionale già applicabile nel singolo esercizio: prima di considerare un obbligo cessato o rinviato, bisogna verificare il recepimento italiano e il calendario specifico dell’impresa.

Una PMI può continuare a ricevere questionari ESG?

Sì. Una PMI non quotata che non rientra nel perimetro CSRD può comunque ricevere richieste da clienti, banche o partner. Queste richieste possono avere finalità diverse: valutare rischi di filiera, rispondere a obblighi di due diligence, selezionare fornitori o misurare emissioni e condizioni di lavoro.

La revisione europea introduce un limite alle informazioni di sostenibilità che le imprese soggette alla CSRD possono chiedere alle PMI della propria catena del valore, facendo riferimento allo standard volontario per le PMI. Questo non equivale a un diritto generalizzato di rifiutare ogni domanda ESG: occorre valutare chi formula la richiesta, la base giuridica, il contratto e le informazioni effettivamente necessarie.

A che cosa serve il VSME

Il VSME è lo standard volontario europeo per la rendicontazione di sostenibilità delle piccole e medie imprese, raccomandato dalla Commissione nel 2025. È pensato per raccogliere in modo proporzionato informazioni ambientali, sociali e di governance, e per aiutare le PMI a rispondere in maniera coerente alle richieste della filiera.

Usarlo non trasforma la rendicontazione in un obbligo CSRD. Offre invece una base comune: l’impresa può preparare un set informativo riutilizzabile, motivare eventuali dati non disponibili e chiedere al cliente di circoscrivere le richieste a indicatori pertinenti e proporzionati.

  • Separare obblighi normativi diretti da richieste commerciali.
  • Chiedere finalità, perimetro, periodo e formato dei dati richiesti.
  • Valutare il VSME come modello comune, senza dichiarare conformità CSRD se non dovuta.

Un approccio pratico per le PMI di filiera

Conviene partire dai dati già disponibili: consumi energetici, emissioni, salute e sicurezza, personale, governance e certificazioni. Una raccolta ordinata riduce il lavoro ripetuto e rende più semplice individuare le lacune prima che diventino un problema commerciale.

Il perimetro della CSRD e le norme italiane sono in evoluzione. Prima di rispondere a un questionario complesso o rifiutare una richiesta, l’impresa dovrebbe verificare il proprio status, leggere la richiesta nel suo contesto contrattuale e confrontarsi con il cliente su un set di informazioni proporzionato.

Per rendere i dati riutilizzabili, assegnate a ogni indicatore un responsabile, una fonte e un periodo di riferimento. Per esempio, un dato sui consumi dovrebbe specificare quali sedi copre, quale anno considera e se è misurato o stimato. Conservate anche la versione del questionario e la risposta inviata: l’anno successivo potrete aggiornare le variazioni senza ricostruire tutto da zero.

Se un dato non è disponibile, dichiarate il limite invece di inventare una stima. Quando il cliente chiede un’informazione ulteriore, chiedete perché serve e proponete un’alternativa proporzionata. Non presentate un report come “conforme CSRD” se l’impresa non ha svolto quel processo.

Come gestire una richiesta ESG, passo dopo passo

Prima di compilare il questionario, identificate chi lo invia e a quale scopo: obbligo di rendicontazione del cliente, valutazione del fornitore, richiesta della banca o requisito contrattuale possono richiedere informazioni diverse. Chiedete inoltre il perimetro (società, gruppo o singole sedi), il periodo, il formato e la scadenza.

Confrontate poi le domande con le informazioni già raccolte e con i moduli VSME. Per ogni indicatore annotate valore, unità, periodo, fonte e responsabile. Distinguete chiaramente i dati misurati da quelli stimati e indicate il metodo usato quando un valore è calcolato.

Se la richiesta va oltre i dati proporzionati, non serve partire da un rifiuto generico: spiegate quali informazioni potete fornire, quali richiedono un approfondimento e proponete una scadenza o un formato alternativo. Una risposta motivata protegge il rapporto con il cliente e rende visibile il costo di richieste ripetute o non omogenee.

  • Separare obblighi legali diretti, richieste commerciali e obblighi contrattuali.
  • Usare definizioni, unità di misura e anni di riferimento coerenti.
  • Archiviare questionario, risposta e documenti di supporto.

Esempio: un questionario del cliente

Un cliente chiede entro due settimane consumi energetici, emissioni, infortuni e certificazioni. Il referente della PMI chiarisce se i dati devono coprire tutte le sedi o soltanto quelle che forniscono il cliente, se si riferiscono all’ultimo anno chiuso e se sono richiesti valori assoluti o indicatori per addetto o prodotto.

La PMI può inviare i dati già misurati con fonte e periodo, indicare quali valori sono stimati e spiegare quali informazioni non sono disponibili. Se il cliente richiede altri indicatori, può chiedere la finalità e proporre il VSME come base comune. Il risultato è una risposta verificabile, non un insieme di numeri scollegati.

Fonti e riferimenti

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